lunedì 5 ottobre 2009

Intermezzo. Il monastero indonesiano

Dicono che in Indonesia, purtroppo non sono riuscito a farmi raccontare in quale luogo della regione sia collocato, ci sia un tempio dove risiedono dei monaci buddisti. Questi monaci hanno avuto non so bene da chi il dono di conservare tutte le nostre vite, le nostre storie, i nostri anni passati. Sembra assolutamente incredibile ma i monaci del monastero indonesiano sanno tutto di te e di qualsiasi altra persona che sia esistita sulla terra, ma non per ciò che riguarda il futuro, cosa che non risulterebbe di per sè molto strana, ma per quel che riguarda la vita passata. Di questa vita loro sanno tutto, anche i dettagli più piccoli e insignificanti, persino quegli attimi di vita che hai definitivamente cancellato dalla tua memoria. Conservano tutte le notizie delle nostre vite in fogli di pergamena resistenti, che sono arrotolati e conservati in grandi armadi. L'accesso a questi armadi è consentito solo ai monaci del monastero. Ho ascoltato con molto interesse amici e colleghi riferirmi di questo monastero e mi hanno sempre invitato ad andarci con loro. Ho sempre rifiutato nonostante l'idea mi invogliasse molto. Ciò che mi ha sempre colpito è l'assoluta certezza e sicurezza delle persone che mi raccontavano di questi monaci, di questo monastero e della sua caratteristica per così dire 'mnemonica'. Non so perchè ma per ora non voglio andarci. I loro racconti sono stati così veritieri che mi hanno quasi spaventato e intimorito. Ma più avanti nel tempo, io troverò quel monastero. Non sono pronto ancora. Gli amici mi hanno raccontato che quando entri nel cortile del monastero, un monaco vestito con una tunica rossa si avvicina a te senza dire alcuna parola. Poi ti saluta e fa una sorta di inchino. Inaspettatamente ti abbraccia affettuosamente e poi dice:"Vieni, ti stavamo aspettando". Ti fanno accomodare in una grande sala rossa e ti fanno sedere su un gran cuscino, sempre di colore rosso, collocato al centro della sala e poi i monaci si siedono per terra, formando un cerchio intorno a te. Il numero dei monaci, lo so è incredibile, non nascondo che anche io stento a crederci, non è dato dal caso ma corriponde al numero dei tuoi anni fino a quel momento. Dopo averti fatto sedere ti offrono del buon the indonesano di quelli forti alle erbe e poi iniziano, anno per anno e monaco per monaco a raccontare la tua storia dalla nascita fino all'entrata nel cortile del monastero. Non so se ciò sia falso o sia vero ma quello che so di certo e che io andrò, se la salute me lo consentirà, tra una decina d'anni, quando avrò raccolto una somma cospicua di denaro, alla ricerca di quel monastero e berrò seduto del buon the tra quei monaci sentendo sciorinare da loro tutta la mia vita dall'inizio alla fine. Non avere nemmeno un fine, uno scopo nella vita è molto banale e senza senso. Il mio scopo nella vita sarà quello di rintracciare quel monastero e quei monaci. Nient'altro. Emilio Isolda

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