giovedì 14 febbraio 2008
Alla ricerca della libertà: Spartaco di Emilio Isolda
Ciao a tutti. Sono un professore di storia dell'arte di Bologna. Quest'anno però insegno sul sostegno a Crevalcore in una scuola professionale. La mia passione è ovviamente l'arte. Intendo l'arte però in un'accezione molto ampia del termine. I miei interessi infatti vertono sia sulla pittura cosiddetta "alta" sia sui segni che vengono lasciati dai graffitari sui muri delle nostre città. Vado spesso a vedere mostre e città, in particolare, anzi esclusivamente, in Italia. Si mi piace andare a fare viaggi nel nostro paese. Userò questo mio blog oltre per raccontare i miei pensieri e per descrivere i miei viaggi, per cercare di farvi emozionare non tanto con le mie frasi o parole ma tramite ciò che guarderò narrandone la storia, i significati, anche quelli più nascosti. Se leggendo uno dei miei resoconti sarete poi incurioisti ed intraprenderete un viaggio nella località che vi ho descritto il mio fine sarà ragiunto. L'Italia possiede veramente tanto, anzi secondo me troppo. Questo è un grande paradosso. Da una parte per usare un bruttissimo termine, ma che rende bene l'idea, i nostri "giacimenti culturali" producono tanta ricchezza, non è un caso che si sia usato infatti il termine di giacimenti da cui estrarre denaro e risorse. E qui niente di male, anzi ben venga. Non sono uno di quelli che lamenta, eppure in cuor mio a volte non posso proprio trattenermi, dicevo che non sono uno di quelli che punta il dito sulle condizioni incredibili cui sono sottoposti quotidianamente i nostri monumenti e opere d'arte, ovviamente qui si tratta delle più famose. Condizioni che derivano dagli sciami turbinosi di turisti che si riversano dentro ai nostro monumenti più famosi...ma è il prezzo da pagare....e i soldi per i restauri, per la conservazione ela valorizzazione del nostro patrimonio culturale vengono quasi, ahimé da questa fonte...Ma lasciamo stare gli aspetti negativi. Meglio soffermarsi sui viaggi e sulle emozioni che questi provocano. Inizio non dall'ultimo viaggio che ho fatto. Ma da un viaggio che toccò la mia città natale, l'antica Capua. Si tratta di un viaggio che feci quando avevo 18 anni, quindi undici anni fa, visti cho ho adesso 29 anni. Ricordo che io sono originario di un paesino in provincia di Caserta. Dunque l'antica Capua, che oggi si chiama Santa Maria Capua Vetere. Proprio in questa città sono nato il 7 Novembre del 1978. Prima tappa l'anfiteatro romano, uno degli anfiteatri meglio conservati di tutta la storia romana. Questo anfiteatro vide nascere una clamorosa rivolta di schiavi. Siamo nel 73 a.C. A capo dei rivoltosi c'era un pastore originario della Tracia, una regione dei Balcani, tra il Mar Egeo e il Mar Nero. Un pastore irruento e che non voleva soccombere al potere romano. Una delle frasi più famose di questo pastore ribelle:"meglio morire che morire per far diverite i romani", riesce ad illustrare meglio di tanti altri commenti postumi il carattere del pastore frigio. Questo pastore passò poi alla storia con il nome di Spartaco, il gladiatore che fece tremare Roma. Ma questi non era, come si può facilmente immaginare solo, ma riuscì a trascinare nella lotta circa duecento gladiatori. La sua avventura, insieme al resoconto di questo viaggio, ve la racconto domani perchè ora devo andare...Un caro saluto a tutti quelli che hanno avuto la pazienza di leggere tutto lo scritto...a domani
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1 commento:
Ciao prof!!! Che bello vederla così in forma...aspetterò con ansia i suoi racconti artistici!!! Come penso tutti noi. A presto. Tutta la 2 C la saluta.
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